domenica, aprile 06, 2008

Siamo i giganti sulle cui spalle si arrampicano i nani di quell'altro motto.

Tanto tempo fa un'amica mi raccontò di un tizio che conoscevamo entrambi, e di cui lei era erroneamente (è una storia lunga) innamorata.
Disse che una volta lui le aveva confidato:
"Sai perché sono sempre così... altero, impegnato, teso all'infinito, così 'sul pero'?
Perché un giorno ho alzato la testa, ho guardato il piedistallo, e non c'era nessuno.
Capisci? Non c'era nessuno su quel cazzo di piedistallo!
Così, ci sono dovuto salire io.
E' per questo: perché se non ci provo io, so che non ci proverà nessuno qui intorno."

Ecco.

Poi, sempre tanto tempo fa, la stessa amica mi parlò ancora del tizio e mi disse:
"Tu me lo ricordi molto... tu diventerai come lui."

E' vero.

Non so quando, ho alzato la testa, ho guardato il piedistallo, e non c'era nessuno.
E sai cosa?
Ci sono salito io su quel cazzo di pedistallo!
E adesso vieni e tirami giù, se pensi di saper fare meglio di me!

Ma con questo cosa voglio dire... non lo so... però... c'ho ragione...

Voglio dire che tra qualche giorno sarò chiamato ad una decisione difficile.
Una decisione che la persona che tutti sono così bravi a volermi fare diventare, non SAREBBE IN GRADO DI PRENDERE.
Io la prenderò quella decisione, e sarà una decisione giusta per il mondo e fottutamente sbagliata per me.

E io la prenderò.

E fanculo al resto, ci sono IO sul piedistallo.
A sto turno sono io l'eroe che fa la cosa giusta senza amarsi.

Cos'è sta cazzata dell'amarsi?
Io mi amo, e a morte chi dice il contrario!

Mi amo, e faccio scelte che vanno contro il mio interesse, che vanno verso l'interesse del mio prossimo.
E lo stesso mi amo.

Provaci tu, che sul piedistallo non ci sei.
E sul pero neanche.

1 commenti:

Elsa ha detto...

se ti va passa dal mio blog a leggere una storia di Porto Torres

ciao