Sarebbe ipocrita negarlo.
Io ti somiglio in qualcosa, e in che percentuale lo sapremo solo alla Fine.
A volte - solo a volte, per fortuna - :
Sento l'eco di certi tuoi modi di fare, di sbuffare, di sospirare.
Sento la tua stessa incapacità di stare in mezzo a troppi sconosciuti tutti assieme, e la tua paura di sorridere.
Mi vedo mutare di umore, preso da una depressione che comincio a identificare più come una tara intellettiva che come uno stato psicologico.
Capisco l'irremovibilità cinica, e la scopro essere l'unico modo a me noto per far fronte alla debolezza pulsante.
E mi spaventa.
Perchè io odio ritrovarti in me.
Ma non mi hai battuto.
Io sono migliore di te, lo sono sempre stato e tu anche per questo mi hai sempre odiato.
Quando ho questi pensieri mi basta guardarmi dentro e trovo qualcosa che tu non hai, che tu non sai fare.
Qualcosa che la malvagità da cui ti sei lasciato sopraffare non so bene quanti secoli fa, ti ha portato via in pegno.
Io so ancora piangere, commosso dalla bontà della vita.
Tu no, papà grandissimo pezzo di merda.
martedì, ottobre 24, 2006
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento